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OLTRE LA CRISI CON UN PREMIO ETICO E UN TELEFONO SOLIDALE AL SERVIZIO DI TUTTI GLIIMPRENDITORI

L’Associazione San Giuseppe Imprenditore ha presentato il bilancio di attività del Telefono Arancione, primo servizio telefonico nazionale di ascolto e aiuto per imprenditori in grave difficoltà, e ha lanciato l’edizione 2018 del Premio “Impresa Etica”, riconoscimento che per la prima volta sarà assegnato sia ai datori di lavoro sia ai loro dipendenti

Roma, 17 ottobre 2017 – Dopo aver creato uno strumento – il servizio gratuito del Telefono Arancione – che aiuta gli imprenditori ad uscire da situazioni di grave difficoltà personale e aziendale, l’Associazione San Giuseppe Imprenditore – Asgi, fondata e presieduta da Lorenzo Orsenigo, lancia la prima edizione del Premio “Impresa Etica”, che per la prima volta in Italia sarà assegnato alle imprese che si siano distinte per comportamenti etici premiando insieme il datore di lavoro e i suoi collaboratori. In un evento svoltosi presso la sede di Radio Vaticana, i vertici dell’associazione hanno illustrato il bilancio di attività del Telefono Arancione, che dal 2016 opera gratuitamente in tutta Italia offrendo aiuto umano e morale e consulenza tecnico-professionale a imprenditori travolti dalla crisi.
Al numero 02-3790.4770 sono giunte oltre 400 chiamate, gestite in prima battuta dagli operatori qualificati di Phonetica e, una volta appurata l’urgenza del contatto, da uno staff di ex-imprenditori e professionisti in grado di gestire le situazioni più delicate e complesse. «Al momento abbiamo in carico una cinquantina di casi gravi», ha spiegato Sandro Feole, vicepresidente Asgi e coordinatore del Telefono Arancione, che ha illustrato una mappa dei bisogni in cui il 40% degli interventi riguarda situazioni di grave crisi personale (indebitamenti, usura, stati di abbandono o solitudine, rischio suicidio), il 35% situazioni di grave crisi aziendale (rischio chiusura o fallimento), il 25% difficoltà generiche (mancanza di lavoro o di risorse per lo sviluppo dell’attività).

«Il Telefono Arancione rappresenta uno dei due pilastri della mission che la nostra associazione si è data quando la crisi economica ha raggiunto l’acme», ha sottolineato il presidente Orsenigo. «L’altro obiettivo è rivalutare l’immagine e la nobile professione dell’imprenditore, vera ruota dell’economia e senza il quale non si crea e non si sviluppa il lavoro, ma che per colpa di pochi disonesti non ha mai goduto di un’elevata reputazione in Italia. E non gode di tutela e paracadute sociale quando va in difficoltà, con l’esito drammatico rappresentato da oltre duemila suicidi tra gli imprenditori dal 2009
a oggi».

Ecco perché l’Asgi ha deciso di promuovere il Premio “Impresa Etica”, la cui prima edizione sarà assegnata il prossimo 11 marzo 2018, come ha anticipato il professor Oreste Bazzichi, docente della Pontificia facoltà teologica S. Bonaventura-Seraphicum e presidente della giuria del premio, di cui fanno parte tra gli altri l’ex-segretario Uil Giorgio Benvenuto, il direttore generale di Fondazione Cattolica Assicurazioni Adriano Tomba e il direttore di Avvenire Marco Tarquinio: «Il premio è destinato agli imprenditori di ogni settore o dimensione che si distinguono nel coniugare i principi etici dell’imprenditorialità combinando creatività, efficienza, assunzione prudente del rischio, reinvestimento delle risorse, attenzione al clima interno, edificazione di rapporti umani duraturi. Il riconoscimento sarà contestualmente assegnato ai collaboratori diretti dell’imprenditore che, per fidelizzazione ai principi etici dell’impresa, attaccamento agli interessi di sviluppo e rinnovamento, stimolo al progresso di processi e prodotti o servizi, dedizione e laboriosità, si siano contraddistinti attraverso la loro opera quotidiana e continuativa».

Particolarmente severi i criteri di selezione delle imprese candidate al premio, che dovranno dimostrare sostenibilità etica, sociale ed economica: analizzeremo gli indici di reinvestimento degli utili in azienda e gli elementi di condivisione dei benefici, il grado di fedeltà all’impresa e l’assenza di contenziosi ricorrenti con le maestranze, gli investimenti sul miglioramento delle condizioni di lavoro in special modo per la componente femminile dell’organico, il grado di regolarità nei pagamenti con i fornitori e di rispetto dell’ambiente e della sicurezza», ha concluso Feole.